“E volavo, volavo…”

Intervista a Roberta Radich, Presidente della Fondazione Capta

  1. Cosa non è CAPTA?
    Bella cosa partire dal “NON”, è decisamente più facile dire cosa non si vuole essere, perché ciò che si è viene connotato più dai fatti che dalle intenzioni. Sicuramente Capta non è un “servizio”, non è un luogo freddo e anonimo, non è una organizzazione votata a riprodurre se stessa. Non è nemmeno un luogo dove le persone “lavorano per” qualcuno ma è un luogo dove si lavora tutti assieme per dare nuove opportunità a chi, per problemi familiari, economici o sociali, si trova in una condizione di difficoltà.
  2. Cos’ è CAPTA?
    E’ un laboratorio creativo e un centro dove adulti e ragazzi sperimentano assieme strade nuove per crescere nel benessere piuttosto che nel malessere e nel disagio. Capta ha due linee progettuali: la prima diretta a bambini e ragazzi tra i 7 e i 20 anni e la seconda diretta agli adulti, ai gruppi e alla Comunità più vasta. Frequentano il centro bambini e ragazzi feriti dalla vita in vari modi che qui possono trovare l’amicizia, la cura e l’aiuto sia di volontari, sia di professionisti competenti come psicologi ed educatori. Ci occupiamo anche di formazione degli adulti, di progettazione sociale e sviluppo di Comunità, attraverso una formazione innovativa e interventi di teatro sociale sulle tematiche oggi più “calde”: lo svantaggio sociale, la discriminazione, il razzismo, la violenza sulle donne, l’omofobia, il bullismo e la violenza in generale. Cerchiamo di aiutare bambini, ragazzi, adulti a valorizzare le proprie risorse, a credere nei propri sogni e soprattutto imparare a farlo assieme, perché il meglio degli esseri umani nasce dall’incontro e nell’incontro.
  3. Un pomeriggio come tanti. Cosa accade a CAPTA?Succedono molte cose. Si possono trovare persone che progettano interventi nelle scuole, nei quartieri, poi ragazzi che studiano con gli educatori o in gruppi, laboratori di cucina, oppure di teatro, di pittura, di danza o altro. In altre stanze ci possono essere colloqui degli psicologi o educatori con i genitori di qualche ragazzo o lunghe telefonate con assistenti sociali o insegnanti dei ragazzi. Inoltre ci sono i momenti di relax, con la merenda o un momento intimo di scambio di confidenze in quello che è stato chiamato “l’angolo delle ciacole”. Poi tutti a casa, accompagnati dai pulmini Capta, vecchi ma efficienti, anche se speriamo di riuscire a cambiarli presto.
  4. La cosa più bella che le è successa.
    Sono molte le cose belle che mi vengono alla mente nei 13 anni di vita di Capta. Difficile sceglierne una. Dirò un paio di cose. La prima è più generale: ritrovare a distanza di qualche anno i ragazzi che hanno attraversato il Centro Capta quando erano più piccoli e vedere l’entusiasmo nei loro occhi al ricordo. Forse una frase di un ragazzo, ora ventenne e all’epoca proveniente da una drammatica situazione familiare, traduce lo sguardo dei ragazzi quando mi capita di rivederli: “Roberta quando venivo al campo estivo con voi e alla Capta, era come se potessi essere davvero bambino. Ho capito che è possibile essere felici e che ci si poteva anche fidare degli adulti”.
    Ecco questo per me è il senso di Capta: poter aiutare e aiutarci a credere che il meglio è possibile e cercare di costruirlo assieme. 
  5. Finanziamenti pubblici. Qual è la situazione?
    … e qui entriamo nella parte più critica e problematica.
    Negli ultimi anni i finanziamenti pubblici sono stati progressivamente in calo. Attualmente, per quanto ci riguarda, sono pochissimi e richiedono talmente tanto lavoro sottratto ai ragazzi, che ci domandiamo che senso abbia tutto questo. Ciò che viene devoluto alle onlus, come nel nostro caso, è davvero minimale.
  6. “Aziende impegnate nel sociale”. È questo il futuro?
    È la trasformazione che sta avvenendo: alcune aziende creano capitale sociale sostenendo delle organizzazioni come la nostra. Rione Fontana, ad esempio, contribuisce al sostegno delle attività di Capta in modo consistente. Stiamo cercando di avviare varie iniziative per sostenere i nostri progetti. Un nostro sogno sarebbe trovare un imprenditore che ci aiutasse ad avviare un’attività dove inserire molti dei nostri ragazzi. Abbiamo pensato a un locale, una piadineria, un ristorante o simile. Ma per ora resta ancora un sogno.
  7. Se CAPTA fosse una canzone, quale sarebbe?
    Volare.
    Sì, decisamente. Aiutiamo con passione tanti piccoli esseri umani e tanti sogni a spiccare il volo. 
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Stone Island – Autunno Inverno 2018/19

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Jacket, pantaloni, felpe, capi unici per composizione e lavorazione. GARMENT DYED MICRO YARN DOWN – PACKABLE, LINO RESINATO DOWN-TC e PANNO-R 4L STRETCH sono solo alcuni dei giubbotti uomo invernali. Prodotti hi-tech frutto di innovative lavorazioni e creati con materiali di ultima generazione come micorfilamenti di nylon trattati con resina e panno a 4 strati. Non conosce rivali l’imbottitura ultra sottile PrimaLoft®, in grado di conferire un’eccezionale capacità isolante e sviluppata per rimanere più asciutta anche a capo bagnato garantendo il più alto rapporto calore/peso tra gli isolanti presenti nel mercato. Rinnovata anche la maglieria con maglie e felpe in lana elasticizzata rasata e cotone punto spugna: modelli dal concept moderno unici nel loro genere, punte di diamante dell’abbigliamento maschile outwear.

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Rione Fontana su Forbes!

Da sinistra, Silvia Nicolai, Umberto Pegorin e Roberta Moro di Rione Fontana Mestre

Direttamente dalla Francia, la redazione di Forbes entra nella boutique di Piazzetta Cesare Battisti per conoscere il mondo di Rione Fontana. Tre punti vendita specializzati nella vendita di abbigliamento uomo sparsi nel territorio Veneto e un Emporium con prezzi outlet scontati ed offerte esclusive formano oggi il gruppo diretto da Claudio Tirindelli che con passione e tenacia, assieme a fidati collaboratori, continua a credere in un progetto in costante trasformazione.
Siamo orgogliosi di iniziare la nuova stagione Autunno Inverno 2018/19 con questa importante vetrina internazionale quale è Forbes France. Un onore rientrare nei negozi scelti dalla rivista per la sua sezione Les adresses incontournables, lente d’ingrandimento sul panorama glamour con l’obiettivo di far conoscere attività e negozi degni di nota. L’attenzione, e il grazie più grande lo rivolgiamo però a voi che da anni ci sostenete scegliendoci stagione dopo stagione. Crescere è il nostro obiettivo ma voi siete il nostro motore!

Qui l’articolo  Rione Fontana, le made in Italy à l’honneur

Vi aspettiamo nei nostri negozi e su rionefontana.com!

  • Treviso – Via Sant’Agostino 30
  • Mestre – P.tta Cesare Battisti 10
  • Montebelluna – Corso Mazzini 177
  • Rione Fontana Emporium Cassola – Via San Giovanni Bosco 10
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CAPTA, è il momento!

Un’azienda nasce, cresce, si sviluppa, incontra momenti di difficoltà e momenti di serenità. È la logica del mercato e tutto sta nel rimanere a galla nel miglior modo possibile. Ma il proprio ruolo finisce qui? Una realtà inserita nel tessuto sociale può pensare solo a se stessa? Secondo Claudio Tirindelli, CEO di Rione Fontana, la partita da giocare è ben più importante: attivarsi nel sociale impegnando le proprie risorse in azioni concrete rivolte alla comunità. I pensieri si trasformano ben presto in azioni ed ecco che nel 2005 fonda assieme a Roberta Radich, attuale presidente del Centro, la Fondazione CAPTONLUS.

Il Centro sostiene e promuove la crescita di bambini e ragazzi. Sono tante le famiglie in condizioni di povertà e precarietà e i servizi sociali da soli non riescono a far fronte alle tante situazioni di emergenza. CAPTA si impegna ad offrire ai più giovani uno spazio pomeridiano di normalità e serenità con sostegno scolastico e laboratori teatrali, espressi etc… oltre ad assicurare alle famiglie un supporto educativo ed economico per le attività di base.

“Cosa da il centro Capta a mio figlio? In una parola, tutto!”
Paola, mamma di Mattia
“I miei figli sono contenti di venire al Centro, stanno bene lì e sono più felici anche a casa”
Rina, mamma di Rahad e Razib

Tra le varie attività CAPTA si impegna a prevenire la dispersione scolastica. Sempre più ragazzi provenienti da famiglie fragili sono in grave difficoltà dopo la scuola media. Il centro offre sostegno e orientamento scolastico e lavorativo oltre all’inserimento in attività sportive extrascolastiche. Una particolare attenzione è rivolta anche a quei ragazzi che non riescono a finire la scuola e ad inserirsi nel mondo del lavoro rischiando così di diventare preda della piccola o grande criminalità locale. CAPTA con il proprio Team di educatori e psicologi lavora nell’affiancamento in percorsi di stage e nella ricerca di occupazione.

Ciò che avviene al Centro CAPTA è l’esempio chiaro e palpabile di come l’unione È la forza. È lo specchio limpido di una realtà sostenuta da persone capaci, professionali e soprattuto generose. Uomini e donne che giorno dopo giorno dedicano il loro tempo alla formazione della società del domani affiancando quei giovani che in futuro sosterranno i nostri territori. Un luogo in cui le più svariate diversità diventano risorsa di scambio e di crescita per se stessi e per la comunità.

Rione Fontana con la passione e l’impegno, si impegna da anni nel sostenere con azioni concrete la Fondazione CAPTA. Contribuire a questo progetto è ora più che mai fondamentale per permettere al Centro di continuare a svolgere le sue attività in un periodo nel quale si assiste alla progressiva riduzione dei finanziamenti da parte del servizio pubblico.

Ogni aiuto, anche il più piccolo, può fare la differenza!
Scopri cosa puoi fare per CAPTA!

“Credo che sia necessario dare un proprio contributo quando le risorse pubbliche non sono più sufficienti, e gli imprenditori come me dovrebbero diventare punti di riferimento nel sociale e fare qualcosa che vada al di là della propria stretta cerchia. Sostengo il Centro CAPTA perché sento di partecipare attivamente ai progetti che realizza. Questa è la differenza: non è solo un dare, ma un far parte di”.
Claudio Tirindelli
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Be Australian – Man Look 146

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Thrasher, Supreme, GCDS e poi? In una interrogazione sui marchi streetwear del momento potremmo trovarci in difficoltà anche noi. Maglie, t-shirt, sneakers di ogni specie, sono molti i brand che negli ultimi anni scalano le vette del successo. Tra i tanti nomi nuovi ne abbiamo incontrato uno di storico, simbolo di una generazione e tornato ora più che mai alla ribalta, Australian

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Vera passione di ogni tennista, il brand Italiano esce dal campo per approdare nelle strade delle città con nuove collezioni. Si ispira al passato la linea RED COURT che attraverso pezzi cult dell’abbigliamento sportivo ripercorre i vari modelli rendendoli trasversali e versatili, estrapolandoli dalla semplice occasione sportiva. La felpa Windbreaker antivento in tessuto Smash traspirante diventa simbolo di questa capsule con una struttura super leggera capace di asciugarsi rapidamente e senza necessitare di essere stirata (cosa volere di più?). Red Court è anche la maglia in puro cotone con cappuccio, vera e propria esplosione di colore disponibile anche nella variante blu notte. Completano il look firmato Australian i pantaloni con bande laterali, simbolo iconico del brand fin dagli inizi. Realizzato in cotone elasticizzato si adattano alle forme del corpo con morbidezza e assecondano ogni movimento garantendo la massima libertà.

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Se allo sport e al passato ci vogliamo ispirare allora facciamolo fino in fondo. Direttamente dagli anni 60 ritorna il marchio cult ELLESSE con le sue sneakers Archivium, vere e proprie scarpe vintage riproposte per questa collezione primavera estate 2018.

P.S. Nel caso la calda estate vi facesse venire sete potete sempre fare affidamento su 24Bottles e la sua Clima Bottle in acciaio inossidabile senza BPA e priva di ftalati, capace di mantenere bevande fredde per 24 ore e calde per 12.

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